ARACNIDI LOCALI
Micrommata virescens

Chiavi:
fig.1 = palpo (M) - Wiehle 1931
fig.2 = epigino (F) - Wiehle 1931

nella foto: Argiope bruennichi sulla sua tela. Si noti il particolare disegno dello stabilimentum.
Fotografia: Francesco Tommasinelli.

CLASSIFICAZIONE

Nome scientifico: Argiope bruennichi (Scopoli, 1772)
Classificazione:
Araneomorphae; Famiglia: Araneidae
Nomi comuni: wasp spider, zebra spider, ragno vespa, ragno zebra, Argiope fasciata (i nomi comuni evidenziano la caratteristica morfologica principale di questo ragno, l’avere l’opistosoma variegato).
Note alla nomenclatura: Jean Henri Casimir Fabre, nella sua opera “Ricordi Entomologici" (1878) chiama questo ragno "Epeira fasciata”. Anche se raramente, questa nomenclatura è tuttora usata in alcuni testi e musei.

ETOLOGIA
Diffusione: tutta l'Europa, esclusa la parte settentrionale della Svezia e la Norvegia.
Abitudini: ragno diurno, vive al centro della sua ragnatela, differenziandosi in ciò da altri araneidi con abitudini similari. Non appena una preda (principalmente ortotteri, o altri insetti volanti anche piuttosto grandi) rimane intrappolata, l'Argiope l'avvolge emettendo dalle filiere una grande quantità di seta e, contemporaneamente, la morde più volte. Quindi la vittima viene portata al centro della tela per cibarsene. Nottetempo il ragno ricostruirà la parte della ragnatela danneggiata.
Particolarità: la tela di questo ragno presenta un particolare disegno a zig-zag (detto stabilimentum), disposto in verticale, appena sotto il centro. Sulla presenza di questo “ricamo”, un vero e proprio rompicapo per gli studiosi, sono state formulate numerose ipotesi: una delle più antiche sostiene che serva a rendere la tela più stabile. Altri ricercatori hanno pensato ad una semplice eccedenza di materiale oppure che serva per rendere meno visibile il ragno in attesa della preda. Un'ultima ipotesi è che sia un sistema per rendere la tela più visibile onde evitare che volatili o piccoli mammiferi la possano distruggere.
Habitat: è un ragno che si adatta bene ad una grande varietà di ambienti. L’unica necessità è la presenza di una zona più o meno ampia dove il ragno possa tessere. Personalmente ne ho rinvenuti molti nelle piccole fosse (avevano tessuto la tela da sponda a sponda) che delimitano aree sia incolte che coltivate e nelle zone di macchia mediterranea molto aride, in prossimità di litorali sabbiosi. In zone boscose, ho notato la sua presenza vicino a piante di Rubus fruticosus (rovo selvatico), sfruttate come supporto strutturale della ragnatela.
Aggressività: scarsa: se disturbato mette in atto una strategia difensiva molto particolare: rimanendo al centro della tela, le imprime un movimento oscillatorio molto rapido, per un tempo che può variare dai 15 ai 30 secondi. Se questa tattica di "dissuasione" non ha effetto sceglie la fuga pur rimanendo nei paraggi fino a minaccia cessata. In caso di eventuale morso, gli effetti del veleno sono blandi; si avverte il dolore causato dall’azione meccanica dei cheliceri e un'arrossamento della parte interessata. I sintomi scompaiono nell’arco di alcune ore.
Rapidità di crescita: si tratta di un ragno stagionale dalla crescita molto rapida. I piccoli nascono a primavera inoltrata, e maturano sessualmente verso la fine di agosto.
DESCRIZIONE

Descrizione: Argiope bruennichi è un aracnide dall’aspetto decisamente appariscente, sia per livrea che per dimensioni. La colorazione dell’addome è inconfondibile nelle sue striature trasversali nere e gialle; il disegno come anche l'intensità del colore varia di esemplare in esemplare. La parte inferiore è marrone scuro, con due bande gialle longitudinali disposte lateralmente. Il cefalotorace è bianco e presenta un aspetto vellutato; le zampe, irte di setae nere e rade, sono color ambra con anulature nere piuttosto marcate.
Dimorfismo sessuale: le femmine raggiungono i 2 cm di corpo e 5 cm leg-span e sono nettamente più grandi dei maschi, che arrivano a 1,2 cm di corpo e 3 cm leg-span. Questi ultimi presentano un addome più esile e sono privi della colorazione "marcata", mantenendo quella bianco-gialla tipica di esemplari giovani.

Argiope bruennichi - foto F. Tommasinelli

ALLEVAMENTO E RIPRODUZIONE

Allevamento: Argiope bruennichi tesse una tela piuttosto ampia (oltre i 30 cm di diametro). Il terrario dovrà quindi essere almeno 40x30x40h. Vista l'esclusiva permanenza sulla ragntela del ragno, come substrato potremo utilizzare torba sterile o semplice carta assorbente. Sui lati è necessario posizionare dei rami ben fissati che serviranno come punti di ancoraggio e supporto per la ragnatela. E' importante che ci sia un buon ricambio d’aria. Per l'umidità e il fabbisogno di acqua è consigliabile usare il nebulizzatore, nei periodi più secchi anche ogni sera. Considerato che il periodo di attività di questo ragno coincide con i mesi più caldi dell’anno, la temperatura ambientale sarà più che sufficiente per il buon allevamento.

Segnalo una particolarità di cui sono stato testimone: tenendo per un periodo alcuni esemplari femmina adulti in piccoli contenitori che non davano la possibilità di costruire la tela, i ragni non hanno avuto la minima difficoltà a predare autonomamente le piccole mosche che gli offrivo. Queste venivano catturate con grande destrezza. Provando invece a nutrire i medesimi esemplari con piccoli grilli, o altri insetti trovati nel loro luogo di cattura, i risultati sono stati negativi.

Accoppiamento e riproduzione:
Gli accoppiamenti si hanno nel mese di agosto senza particolari rituali di corteggiamento. Il maschio si avventura nella ragnatela della femmina e, dopo averla fecondata, viste le sue ridotte dimensioni finisce spesso per diventarne preda.

Argiope bruennichi con preda - foto F. Tommasinelli
Dopo circa tre settimane, durante le ore notturne, la femmina costruisce gli ovisacchi, da uno a tre in base alle condizioni climatiche e fisiologiche. Il diametro di ogni sacco può arrivare a 3 cm e contenere 400 uova. Il ciclo vitale del ragno, si conclude in settembre – ottobre. I piccoli nasceranno nella primavera successiva, rimanendo insieme fino alla prima muta.

Difficoltà:
Se si ha la possibilità di approntare lo spazio necessario, le difficoltà di allevamento sono minime. I problemi nasceranno invece con la gestione dei piccoli, che possono essere svariate centinaia e caratterizzati da dimensioni minute. E' consigliabile dunque liberarli nel luogo di cattura dei genitori, meglio se non in terra ma su un cespuglio per favorirne la dispersione con filo aeronautico o "balooning".
REPERIBILITA'
Reperbilità: Facile da individuare, spesso si trovano più Argiopi nel giro di pochi metri quadri, specialmente quando si tratta di esemplari giovani.
AUTORI
Autore: Emanuele Melani

Contributi: Claudio Arnò
Fotografie: Francesco Tomasinelli
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