Cupiennius salei

Veloce e reattivo, una delle specie più entusiasmanti

Tempo di lettura: 7 minuti

A cura di Enrico Simeon

Cupiennius salei

Classificazione

Sottordine: Araneomorphae
Gruppo: Entelegynae
Famiglia: Ctenidae
Nome scientifico: Cupiennius saléi.
Il genere Cupiennius è stato definito per la prima volta dall’aracnologo francese Eugène Simon (1891,1897,1898), mentre la specie Cupiennius saléi era già stata scoperta in precedenza (Keyserling 1877) ma descritta come Ctenus saléi;
Successivamente nel 1984 Lachmuth revisiona il genere Cupiennius riducendo le 21 specie descritte fino a quel momento ad appena 7. Oggi (2008) possiamo contarne 11:

C. bimaculatus / C. chiapanensis / C. coccineus / C. cubae / C. foliatus / C. getazi / C. granadensis / C. remedius / C. salei / C. valentinei / C. vodou.

È necessario premettere che sono sorti molti dubbi riguardo la collocazione di questo genere nella famiglia Ctenidae (comunemente chiamata dagli inglesi Wanderings spiders, ragni erranti) dopo le recenti analisi genetiche: si è notato infatti che la sequenza genica di C. salei è molto più simile a quello di taxa appartenenti alla famiglia Pisauridae e Lycosidae invece che di taxa appartenenti alla fam. Ctenidae; quindi si può chiaramente capire come questa scoperta metta in crisi il concetto di monofileticità famigliare portandola ad una condizione di polifileticità (da Phylè= stirpe).
Cupiennius sp. quindi è stato collocato in Ctenidae basandosi su caratteri fenotipici che non rispecchiano il genotipo: un bellissimo caso di convergenza evolutiva.

Distribuzione

Il suo areale di diffusione si estende in modo eterogeneo a partire dal Messico centrale fino in Honduras per poi scomparire nei pressi dell’istmo di Panama.
In ogni caso è un ragno che predilige zone umide con una temperatura media annuale di 20 gradi Celsius.

Abitudini

Cupiennius salei femmina adulta
Cupiennius salei femmina adulta

È un ragno arboricolo prettamente notturno, tanto che in natura fasi delicate come muta, accoppiamento, deposizione e caccia vengono compiute esclusivamente di notte (o comunque con una intensità luminosa inferiore a 15 lux) anche se quest’ultima può essere praticata anche di giorno. Questo stile di vita e regolazione dei tempi biologici è dovuta al fatto che di notte l’evaporazione è molto ridotta rispetto al giorno, fenomeno per il quale Cupiennus soffre molto. In base alla necessità di mantenere un’idratazione corporea costante viene anche scelta la locazione del rifugio, costruito preferibilmente su piante appartenenti alla famiglia Bromeliaceae (ma anche Musaceae ed Araceae) poiché si è notato che durante il giorno, e quindi quando il ragno è a riposo, l’evaporazione fra le foglie di questi tipi di piante è molto inferiore a quella esterna. La scelta del rifugio viene eseguita tenendo conto anche della capacità della pianta di trasmettere nel miglior modo possibile le vibrazioni sulla propria superficie, caratteristica supportata in modo eccellente ancora dalle Bromeliaceae che essendo monocotiledoni (piante che presentano foglie con fitte nervature scarsamente interconnesse e che decorrono parallelamente tra loro) favoriscono la propagazione delle vibrazioni rispetto alle piante dicotiledoni.
Bisogna ricordare che la ricezione ed interpretazione delle vibrazioni, causate da un eventuale partner, preda o predatore, è un punto fondamentale nella vita di un ragno e quindi un buon conduttore su cui contare è sicuramente un vantaggio.

Aggressività e veleno

Cupiennius saléi non è un ragno aggressivo (anche se durante alcune scene di predazione mi è capitato di osservare forza ed agilità non indifferenti), ma per la sua eccezionale rapidità e per il suo veleno neurotossico è sconsigliato a persone alle prime armi.
Come scritto sopra, possiede un veleno neurotossico e quindi abbastanza attivo, ma non per questo ritenuto pericoloso e vietato in Italia dalla Legge 213/03.
Il veleno è contenuto in due grandi ghiandole velenifere poste all’interno del prosoma, che ne vanno ad occupare quasi tutta la lunghezza (quelle degli esemplari maschili sono più piccole e contengono in media 8,6µl mentre quelle degli esemplari femminili 12,1µl). Queste ghiandole sono collegate ai cheliceri e quindi all’uncino (zanna) tramite un condotto che presenta, in prossimità della propria fine, un’espansione chiamata “ampulla“: l’opinione degli aracnologi è che questa ampolla serva da serbatoio per una quantità di veleno “pronta all’uso”.
Il veleno, che presenta un LD50 di 1.43 ng/mg insetto, provoca nella preda una rapida paralisi irreversibile andando a colpire i canali proteici a livello di membrana cellulare, impedendo così lo scambio di ioni verso l’esterno.

Velocità di crescita

È da considerarsi medio-alta. Gli sling, che raggiungono la maturità sessuale in un anno circa, potranno vivere ancora un successivo anno se si tratta di esemplari femminili, mentre i maschi moriranno dopo circa 5-6 mesi (ma si sono verificati casi di lifespan maggiori).

Descrizione

Cupiennus saléi è la specie più grande del proprio genere: le femmine possono arrivare a misurare 4cm di bodylength e superare i 10cm di legspan, mentre i maschi possono arrivare a 3cm bodylenght ed eguagliare o addirittura superare il legspan femminile.

In questa specie la femmina presenta una colorazione ventrale rossa con punti in cui sfuma fino al nero e bandeggiature nere sulle zampe che si estendono ai cheliceri. L’opistosoma presenta un caratteristico pattern ventrale che mostra una linea nera parallela al corpo del ragno posta tra due aree colorate di rosso-arancione: questo disegno (che nei maschi è lo stesso a parte la colorazione laterale che non è rossa) è una caratteristica peculiare di Cupiennius saléi e permette quindi di distinguerlo dalle altre specie.
Ho notato che gli esemplari immaturi (ad anche 5 mute dalla maturazione) presentano già questo disegno caratteristico facilitando all’allevatore il sessaggio dell’esemplare.
La parte superiore del ragno invece è marrone con eventuali punteggiature più chiare sull’opistosoma.
Il maschio presenta una livrea più chiara di color senape, con cheliceri più stretti e piccoli privi di sfumature rosse; il ventre non presenta variazioni di colorazione a parte la linea nera posta inferiormente all’opistosoma osservata anche nella femmina.

Allevamento

Allevare Cupiennius saléi è relativamente semplice; la difficoltà è dovuta alla sua velocità che può creare problemi in momenti delicati quali cambio del substrato o durante l’eliminazione di residui di cibo od escrementi. Si consiglia di disporre un terrario 20x20x40cm d’altezza essendo un ragno arboricolo con circa 5 cm di torba acida per substrato (più basso è il pH in acqua meglio è; io uso torba acida baltica) poiché deve essere mantenuto un tasso di umidità circa pari all’80%.
E’ bene fornire uno o più pezzi di sughero disposti in verticale ai lati del terrario in modo da fornire un nascondiglio al ragno per le ore diurne. Il ragno non costruirà un rifugio di tela come accade in natura, si limiterà a ripararsi dalla luce del sole anche se può capitare che rimanga in vista anche durante il giorno.
La temperatura deve aggirarsi attorno ai 25 gradi Celsius.
Come cibo possono essere forniti blatte e grilli, ma anche mosche, farfalle e falene (ma si sconsiglia l’utilizzo di insetti di cattura) ed è proprio con questi insetti volanti che la predazione di Cupiennius salèi diventa spettacolare: il ragno appena percepita la direzione dello spostamento d’aria causato dal movimento delle ali, si lancia nel vuoto ghermendo la preda al volo per poi atterrare sulla parete opposta del terrario oppure risalendo il filo di sicurezza creato nel momento del salto.

Riproduzione

L’accoppiamento non presenta particolari problemi, basta disporre di un terrario sufficientemente alto per far sì che il maschio possa scappare dalla femmina una volta terminato l’atto sessuale.
Se la femmina è stata recentemente spostata da terrario in uno più ampio per l’accoppiamento, è bene aspettare qualche settimana per far sì che si ambienti e copra pareti e sughero con le draglines intrise di feromoni. Quando la femmina si è ambientata ed è recettiva, si introduce il maschio in un contenitore più piccolo avente per coperchio un pezzo di zanzariera, in modo tale che i feromoni possano essere recepiti; successivamente si sposta il tutto nel terrario della femmina. Appena il maschio comincia a tambureggiare con i palpi sulla parete del contenitore, vuol dire che ha percepito la presenza della femmina. A questo punto si può togliere il coperchio del barattolo ed osservare quello che succede: il maschio si avvicinerà alla femmina analizzando le draglines con i palpi, tambureggiando di tanto in tanto e muovendo in senso verticale l’opistosoma. Lo scopo del corteggiamento è trasmettere determinate vibrazioni (che variano da specie a specie) che servono al maschio per capire se la femmina è recettiva oppure se è già stata fecondata: se ci sarà una risposta da parte della femmina il maschio è da considerarsi quasi fuori pericolo (ci sono stati casi però in cui la femmina non ha interagito con il maschio, ciò nonostante si è risolto tutto per il meglio).

L’accoppiamento dura in genere un’ora dopo la quale il maschio si dà alla fuga; si consiglia di recuperarlo nel più breve tempo possibile tramite un barattolo per evitare che venga ucciso dalla femmina in fasi successive.
Dopo circa un paio di settimane la femmina depone un ovisacco grande circa 1.5 cm di diametro che porterà sempre con sè attaccato alle filiere analogamente ai Lycosidae. Dopo un mese dalla deposizione escono circa 250 piccoli con un bodylength di circa 2mm, aventi una colorazione marroncina uniforme che poi varia con le mute successive. Per i primi giorni gli sling possono convivere insieme ma è bene separarli il prima possibile per evitare i soliti fenomeni di cannibalismo.

Referenze

– Friedrich G. Barth: A spider’s Word: Senses and Behavior

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