Intervista a Rick C. West

Chiunque sia legato al mondo dei ragni conosce Rick C. West di fama. West è in assoluto uno dei più famosi aracnologi al mondo e uno dei massimi conoscitori dei Theraphosidi, in particolare per ciò che riguarda i generi del Nuovo Mondo.

Questa è un’intervista potenzialmente “difficile” per me, in quanto Rick – anche se un amico – rappresenta per certi versi “l’altra campana”. Sono d’accordo con Rick riguardo i presupposti ma non voglio allinarmi sull’infausto scenario che alla fine sembra delineare, ovvero l’estinzione senza via di scampo. Voglio sperare ancora che, per questi meravigliosi animali, ci sia ancora una possibilità. Sappiamo bene che l’ambiente naturale sta subendo, specialmente nei paesi più poveri, un attacco scelerato da parte degli esseri umani. E spesso l’imminente fine di una specie animale viene portata agli occhi dei media quando è ormai troppo tardi. Generalmente ci si sofferma unicamente su animali di “forte” impatto psicologico (il panda, le balene), dimenticando che, accanto a queste specie – purtroppo – molte altre meno “affascinanti” per l’immaginario collettivo sono trascinate, in modo silenzioso, nel medesimo processo di distuzione.

Sono convinto che “sollevare l’attenzione” sugli aracnidi, sia un ottimo sistema per creare quel substrato culturale che è il fondamento essenziale di una politica di salvaguardia. Se non c’è interesse per le tarantole, non ci sarà nessuno disposto a salvarle. E se è vero che, in certi casi, potremmo anche contribuire in senso negativo, potremmo però anche essere una possibilità per le tarantole, forse l’unica.

In una cosa sono invece perfettamente d’accordo con Rick. Non bisogna depredare gli ambienti naturali per interessi legati al mero collezionismo. I ragni catturati allo stato selvaggio non vanno acquistati. Diffidate dunque da venditori che non siano in grado di dimostrare l’effettiva provenienza degli esemplari che vendono. Comprate principalmente spidersling, e diffidate degli esemplari adulti, quando malconci o mostranti un’aggressività superiore alla norma. Spesso sono infatti animali di cattura. Leggete con attenzione le parole di West e fatene tesoro, ricordando quale mercato potreste alimentare scegliendo una tarantola adulta il cui nome vi era ignoto, o inaspettatamente grossa e aggressiva.

Solo imparando a riprodurre le specie in cattività, arrivando al pareggio e infine innalzando il numero di esemplari presenti, potremo essere sicuri che il nostro lavoro non diventi, in definitiva- e come teme West – controproducente. E’ una scommessa alla quale non ci vogliamo sottrarre. Non ci dobbiamo sottrarre.

Aracnofilia è per l’allevamento e la salvaguardia, contro gli animali di cattura.

 

ARACNOFILIA: Dottor West, Lei è uno dei più importanti esperti di Tarantole allo stato selvaggio. Nell’ancora burrascoso mare della “nuova entomologia” che, comparata a quellawest del passato, si muove verso gli artropodi da un punto di vista più naturalistico, Lei sembrerebbe trovarsi sull’opposta sponda dei gruppo di appassionati come il nostro, che studia, mantiene e alleva aracnidi in cattività. Come giudica la nostra attività? Lei pensa che siamo in qualche modo utili al mondo dell’aracnologia?

RICK C. WEST: Eticamente e moralmente è sbagliato strappare un animale al proprio ambiente e costringerlo in cattività, ciononostante molte persone lo fanno. Il grosso dilemma morale è come lo tengano e cosa ci facciano (il che vale anche per le tarantole) una volta acquistato.
Personalmente io cerco di apprendere ciò che posso sulle tarantole osservandole nel loro ambiente. Ma quando ciò non sia possibile, le raccolgo (con il relativo permesso, se richiesto dai paesi di origine) e le studio in cattività così da poter fornire conoscenze riguardo la loro evoluzione o biologia. Il semplice acquistare e tenere un animale selvaggio o una tarantola in cattività per il gusto di “possederne una”, penso sia sbagliato.
Non credo che molte conoscenze scientifiche possano essere state portate dagli appassionati. Il solo beneficio che ho potuto constatare da parte dell’hobby è la netta diminuzione delle falsità e delle paure riguardo a questi grossi ragni. In più, l’allevamento delle tarantole ha stimolato alcuni hobbisti a seguire la carriera di aracnologo professionista.

ARACNOFILIA: Gli scienziati dicono che il peggior nemico delle tarantole è l’uomo che continua imperterrito a distruggere il loro ambiente naturale. La Sua grande passione l’ha portata in oltre quaranta nazioni per studiare le tarantole allo stato selvaggio. Cosa ci può dire su questo argomento? Esiste una reale possibilità di estinzione? E Lei pensa che l’allevamento di tarantole lontano dalla loro terra natale possa aiutarci a salvarle?

RICK C. WEST: Purtroppo è vero. L’umanità, per l’istinto di sopravvivenza, riproducendosi e migliorando le proprie condizioni di vita sfrutta le risorse naturali intorno a se… in particolar modo in quelle nazioni in cui le tarantole vivono. Un esempio di possibile estinzione di tarantole per causa dell’uomo è la tarantola jamaicana “Cyrtopholis jamaicola”. La sua estinzione è causata dall’interferenza umana, e della forzata immissione nell’ambiente del rospo e della mangusta al fine di incrementare la produzione della canna da zucchero. Ma ci sono molte altre tarantole minacciate che vivono in ecosistemi che si consumano rapidamente per colpa dell’uomo.
Nei miei 38 anni di studi sulle tarantole, non ho mai visto una singola specie il cui allevamento in cattività riesca a soddisfare la domanda del commercio per appassionati. La cattura e la proposta di tarantole di cattura potranno ridursi ma le importazioni di esemplari freschi saranno sempre necessarie, specialmente tra gli allevatori. In più ci sarà sempre il desiderio di nuove specie mai offerte prima. Più una tarantola è colorata e ornata nella livrea, più la sua fragile popolazione è messa sotto pressione. E’ il vecchio ciclo vizioso della domanda e dell’offerta. Ci saranno sempre individui che cattureranno per rivendere, sia legalmente che illegalmente, se c’è richiesta. Gli hobbisti per via del loro grande interesse nel possedere tarantole, finiscono per causare parte del declino di alcune specie o danni irreparabili ad alcune fragili popolazioni selvatiche.

ARACNOFILIA: Al ritmo attuale di distruzione degli habitat naturali, molti animali minacciati spariranno comunque, senza che ciò sia una conseguenza della loro esportazione. Rimuovere una parte di questi animali dal loro habitat naturale in definitiva avrà un effetto così deleterio? In cattività, molti di loro avranno una possibilità di sopravvivere in popolazioni di allevamento create dagli appassionati, un’opportunità che non avranno si permetterà il loro sterminio allo stato selvaggio. Ciò è già successo con altre specie di animali.

RICK C. WEST: Mi spiace dover dire che non esiste una singola specie di tarantola (o ragno) il cui allevamento possa soddisfare le richieste del mercato degli hobbisti. Molti allevatori hanno precisato che alcune specie, come Poecilotheria spp., sono state riprodotte in cattività in numero sufficiente da escludere la cattura allo stato selvaggio. Comunque, anche se molti appassionati non amano sentire queste cose, dopo alcune investigazioni con agenzie ambientali straniere, e aver parlato con allevatori “sinceri”, ho scoperto che molte tarantole adulte sono tuttora catturate illegalmente e vendute come esemplari di allevamento sul mercato. E’ vero, allevare tarantole e offrirle all’estero frena la loro scomparsa ma non ferma la cattura di esemplari in natura. Per quegli hobbisti che si vogliono sentire meglio e non pensare che il loro hobby possa tormentare le popolazioni naturali di tarantole, posso comunque affermare che lo sviluppo umano e l’espansione della nostra popolazione sta causando danni di gran lunga peggiori sulla flora e sulla fauna mondiale.

intervista di Matteo Grotto

ARACNOFILIA: Mr. West You are the most important expert of Theraphosids on the wild. In the still troubled sea of the “new entomology” that, compared with the past move towards arthropods from a more naturalistic point of view, You seem to be on the opposite shore of enthusiast groups like ours that study, keep and breed arachnids in captivity. How can You judge our activity? Do You think we serve a useful purpose in the world of arachnology?

RICK C. WEST: Ethically and morally it’s wrong to take a wild animal from it’s environment and keep it in captivity, yet, many people do. The bigger moral issue is how you keep and what you do with that animal (tarantulas as well) once you have acquired it … whether legally or illegally.
Personally, I try to learn what I can about tarantulas in their atural environment. But, if this is not possible, I will collect (with permits, if required from those countries) and study them in captivity so as I might contribute some knowledge towards their atural history or biology. To merely acquire and keep a wild animal or tarantula in captivity for the sake of ‘having it’, I think, is wrong.
I don’t believe much scientific knowledge about tarantulas has been gained from tarantula enthusiasts. The only significant benefit I’ve seen towards tarantulas from the hobby is the reduction of people’s misbeliefs and fear towards this large spider.
Additionally, the keeping of tarantulas may have inspired a few hobbyists to pursue careers in arachnology. Other than that, I’ve not seen too much else attributed to the science of tarantulas from tarantula enthusiasts.

ARACNOFILIA: Scientists say that the worst enemy of theraphosids is man that keep on destroying their own environment. Your great passion has taken You to over fourteen countries to study tarantulas in the wild. What can You say about it? Is there a real thread of extinction? And do You think that tarantulas breeding overseas, could help to save them?

RICK C. WEST: Sadly, this is true. Humankind, by it’s very nature to survive, procreate and improve it’s life, is using up the natural resources around him … especially in some of those countries where tarantulas live. An example of a possible manmade tarantula extinction is the Jamaican tarantula, Cyrtopholis jamaicola. It’s their extinction is due to man’s interference and introduction of the Cane toad and mongoose to aid sugar cane production. There are several other threatened tarantulas that live in rapidly diminishing habitats due to human encroachment.
In my 38 years of being associated with keeping and studying tarantulas, I’ve never seen a single tarantula species that can be bred to meet the demands of the commercial pet trade. The collecting and supplying of wild tarantulas for the pet trade may
be reduced, but fresh stock will always be needed, especially by breeders. Additionally, there is always the allure of wanting that’new species’ that has never been offered on the pet trade before. The more colorful or ornate the tarantulas is, the more pressure is put on it’s natural and fragile wild populations. It’s the old vicious circle of ‘supply and demand’. There are always people who will go get and sell something, either legally or illegally, if there’s a demand for it. Tarantula hobbyists, by their very interest to acquire tarantulas, cause part of the decline in some species or irreparable damage to some fragile wild populations.

RICK C. WEST: Because of the current rate at which habitat is being destroyed, most of the animals that are threatened or endangered will disappear regardless of how many are exported. Removing a part of these animals from their natural habitat ultimately will have a so awful effect? In captivity, many of these creatures will have a passing chance at survival in captive breeding populations maintained by enthusiasts, a possibility which doesn’t exist if they are allowed to be exterminated in the wild. This has already happened with many species of animals…

RICK C. WEST: I regret to say that there is not a single tarantula (or spider) species that can be sustained by captive breeding to meet the demands of the commercial pet trade. Many breeders have argued that tarantula species, like Poecilotheria spp., are being captive bred in numbers that prevent specimens being taken from the wild, however, upon investigation with foreign Wildlife and Customs agencies, and with speaking to ‘truthful’ tarantula dealers, I have found that many adult tarantulas are still being illegally taken from the wild and sold as ‘captive bred’ on the pet trade. Many tarantula hobbyists don’t like to hear these truths or could care less. Yes, breeding tarantulas and selling their offspring slows their demise but does not stop tarantulas from being taken from the wild. For those tarantula hobbyists that want to feel better, and not think that their hobby is affecting tarantula populations, human development and population expansion is definitely causing far worst destruction to fauna and flora – worldwide.

interview by Matteo Grotto

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