Intervista a Stanley A. Schultz

Abbiamo il grande onore di avere come nostro ospite, STANLEY A. SCHULTZ, presidente dell’American Tarantula Society (ATS), la più grande organizzazione di aracnofili al mondo che raccoglie migliaia di soci negli Stati Uniti.

 

Calgary Canada, 20 giugno 2000

ARACNOFILIA: Il pubblico italiano non capisce i possessori di animali esotici e pensa che allevare ragni sia una passione folle, per persone pazze…

S.A.SCHULTZ: Dal punto di vista del grande pubblico, è vero, allevare tarantole è una pazzia. Ma cinquant’anni fa lo era altrettanto volare su un aeroplano. I tempi cambiano, e così la gente. E talvolta in meglio. Fortunatamente quelli che si sono irrigiditi senza scampo sono morti di vecchiaia prima di fare troppi danni…

ARACNOFILIA: Comunque il numero dei visitatori del nostro sito sta crescendo giorno dopo giorno. Molti di loro sembrano essere sinceramente interessati all’allevamento amatoriale delle tarantole. Come spiega questo interesse per gli aracnidi?

S.A.SCHULTZ: Probabilmente la gente si è stancata degli animali domestici consueti e sta cercando di esplorare nuove alternative all’animale da compagnia. Man mano che il pubblico diviene più educato e le tradizionali costrizioni sul loro comportamento e interessi si stanno facendo più deboli, si cercano nuove attività, quali potrebbero essere l’arrampicata libera, il paracadutismo e, perchè no, l’aracnologia amatoriale.

ARACNOFILIA: Come possiamo incoraggiarli?

S.A.SCHULTZ: Ogni qualvolta sia possibile, i membri della vostra associazione potrebbero parlare di aracnidi in generale e in particolare delle tarantole. Si potrebbero inoltre offrire seminari gratuiti presso le scuole, allestire stand dimostrativi con i propri animali nei luoghi pubblici, nonchè proporsi a gruppi di esploratori. Eventualmente i media (giornali, radio e televisioni) potrebbero essere interessati e quindi mandare degli inviati presso i membri particolarmente esperti per interviste e servizi fotografici. Gli associati, dovranno a loro volta fare in modo di presentare le loro tarantole nel miglior modo posibile. E’ un lungo e a volte faticoso processo ma l’atteggiamento del pubblico alla fine cambierà.

ARACNOFILIA: Taluni ci incolpano di strappare le tarantole dal proprio ambiente naturale impoverendo l’eco-sistema di provenienza, perchè credono che esse siano escusivamente importate da paesi stranieri . Pensa che sia possibile conciliare l’amore per la natura con questa entomologia “privata”?

S.A.SCHULTZ: E’ una questione di scarsa educazione da parte dei militanti alla vecchia maniera. Sfortunatamente questi ultimi hanno malinformato sia il pubblico che i nostri governi, frammentando in questo modo la sopravvivenza della vita allo stato selvaggio e il nostro interesse per essa. La loro filosofia di fondo vuole che si lascino piante e animali nel loro habitat nativo, dove vivranno per sempre in “beata armonia” con il loro ambiente. Ci sono tre serie obiezioni da fare a una teoria di questo tipo: 1) la maggior parte di queste stesse persone ha un concetto estremamente vago di cosa l’ambiente sia in realtà, e certamente non sono in grado di dare una corretta definizione al significato del termine. Dunque non hanno una chiara idea di quale causa stiano perorando o contro cosa stiano combattendo; 2) a causa dell’attuale tasso al quale l’habitat viene distrutto (e usiamo il termine eufemistico “sviluppo”) la maggior parte degli animali in pericolo di estinzione o comunque minacciati sparirà comunque, indipendentemente da quanti siano stati portati all’estero. Allontanare alcuni di questi animali dal loro habitat naturale in ultima istanza non avrà alcun effetto sulla sopravvivenza della loro popolazione allo stato selvaggio; 3) in cattività, la maggior parte di queste creature avrà una maggiore possibilità di sopravvivenza, possibilità inesistente qualora essi siano lasciati sterminare allo stato selvaggio. Questo è successo già con i criceti della Siria, i chinchillà del Perù, i pitoni burmesi, il pesce-perla dell’Argentina e molte altre specie… Se portata avanti sotto controllo, l’esportazione di animali, sarà utile ad accrescere il numero di esemplari allo stato selvaggio. E’ quello che è successo al cervo dalla coda bianca e dal pesce persico ne nord America, per citare degli esempi.

ARACNOFILIA: Che importanza pensa possa essere data a organizzazioni di appassionati come la nostra e molte altre sparse per il mondo?

S.A.SCHULTZ: Questi gruppi servono come punto di partenza per l’apprendimento e l’educazione dell’uomo “comune”. Essi si pongono a meta strada tra l’altezzoso e spesso inarrivabile arachnologo professionista e “l’uomo della strada”.

ARACNOFILIA: Lei sinceramentre pensa che siamo utili al mondo dell’aracnologia? E come sarà possibile incrementare questo rapporto?

S.A.SCHULTZ: Sicuramente. Con l’educazione e un po di “pubbliche relazioni” in favore degli aracnidi in generale e in particolare proprio dei ragni.

ARACNOFILIA: Molti genitori ci scrivono chiedendoci di dissuadere i loro bambini dall’allevare dei ragni come compagni di gioco, perchè sono convinti che i ragni siano animali troppo pericolosi…

S.A.SCHULTZ:Ovviamente queste persone hanno bisogno di essere introdotte seriamente al mondo delle tarantole da qualcuno che conosca la loro natura e che possa andar loro incontro in modo conveniente. Quando un genitore contatta la vostra organizzazione, qualcuno dovrebbe invitarli preso le vostre case e mostrare ciò che le tarantole sono in realtà. La filosofia è: “se dovere opporvi a qualcosa, cercate almeno di sapere esattamente di cosa si tratta.”

ARACNOFILIA: Il nostro stuff, mentre stava navigando nei siti riguardanti le tarantole, ha trovato una ragazzina che possiede venti tarantole e questo particolarissimo sito è sponsorizzato nientemeno che dal locale dipartimento di polizia. Cosa ne pensa?

S.A.SCHULTZ: Grande notizia. Finalmente il pubblico comincia ad aprire gli occhi. Abbiamo grande bisogno di iniziative come questa.

 

Stanley A. Schultz – presidente dell’American Tarantula Society

intervista di: Matteo Grotto

ARACNOFILIA: The Italian public misunderstands exotic animal owners, and thinks that raising spiders is an insane passion, only for crazy people…

S. A. SCHULTZ: By many peoples’ point of view, yes, keeping tarantulas *IS* insane. But 50 years ago, so was flying in an airplane! Times change. So do people. Sometimes even for the better! With luck the ones who have ossified beyond redemption die of old age before they can do any real damage.

ARACNOFILIA:However, the number of visitors at oursite is growing on a day-to-day basis. Many do seem to be sincerely interested in raising tarantulas at home. How do you explain this growing interest in arachnids?

S. A. SCHULTZ: Perhaps the general public is bored with the “normal” animals they find in pet shops and is seeking new, interesting alternatives to traditional pets. Or, as the public becomes better educated the traditional constrictions on their conduct and interests are being loosened, allowing them to explore more unconventional pursuits and interests such as rock climbing, sky diving and amateur arachnology.

ARACNOFILIA:How can we further encourage it?

S. A. SCHULTZ: At every opportunity members of your society should be talking about arachnids in general and tarantulas in particular. Members should offer to do free school programs, set up booths demonstrating their pets in shopping malls and bazaars and do free programs for scout and other specialty groups. Eventually the media (newspapers, radio, television) will take notice and send camera crews or reporters to high profile members’ homes for interviews and “photo-shoots.” At all times, these members must be cautious to present their pets in the best possible way. This is a slow, sometimes painful process, but eventually public attitudes will change.

ARACNOFILIA: Some find fault with us because they think that all tarantulas are imported from foreign countries, abducted from their natural environment and thus impoverishing the eco-system they’re stolen from. Do you think it’s possible to reconcile the love of nature with this “private” entomology?

S. A. SCHULTZ: This a matter if miseducation on the parts of militant but unenlightened conservationists. Unfortunately, these have misinformed both the public and our governments, thus jeopardizing the survival of most wildlife and our interest in it. Their underlying philosophy holds that we should leave these animals and plants in their native habitats where they can exist forever in blissful harmony with their “environment.” There are 3 serious objections to this philosophy: 1. Most of these same people have only an extremely vague concept of what “the environment” is and certainly can not give a lucid definition of what the term means. Therefore, they really have no conception of what they’re arguing for or against. Thus, we have a case of the blind leading the blind. 2. Because of the current rate at which habitat is being destroyed (We use the euphemism “developed.”), most of the animals that are threatened or endangered will disappear regardless of how many are exported. Removing these animals from their natural habitat ultimately will have no effect whatsoever on the survival of the wild populations. 3. In captivity, many of these creatures will have a passing chance at survival in captive breeding populations maintained by enthusiasts, a possibility which doesn’t exist if they are allowed to be exterminated in the wild. This has already happened with Syrian golden hamsters, Peruvian chinchillas, Burmese pythons, Argentine pearlfish and many other species If done wisely and under enlightened control, the exploitation of wild populations can actually serve to increase the numbers of plants and animals in the wild. This has happened with whitetail deer and largemouth bass in North America, for instance.

ARACNOFILIA:What importance do you think should be attached to the enthusiast organizations groups like ours, and those around the world?

S. A. SCHULTZ: These groups serve as the foci for learning and education of the “common man.” They bridge the span between the lofty, often distant and unapproachable professional arachnologist and the man on the street.

ARACNOFILIA:Do you think we serve a useful purpose in the world of arachnology?

S. A. SCHULTZ: Of course.

ARACNOFILIA: How can we improve this relationship?

S. A. SCHULTZ: Education and public relations for arachnids in general and spiders in particular.

ARACNOFILIA: Many parents write to us asking us to dissuade their children from raising spiders as pets because they believe spiders are too dangerous.

S. A. SCHULTZ: Obviously these people need to be introduced to tarantulas gently by someone who knows what they really are and can come across in a desirable way. When the parents contact your organization, someone should ask them to their homes to see what tarantulas are really like. The philosophy is “If you’re going to object, at least know what you’re objecting to.”

ARACNOFILIA:Aracnofilia staff, while web-surfing, found a young girl that possessed twenty tarantulas, and that particular site is sponsored by the local police department. What do you think about this?

S. A. SCHULTZ: Great news. Maybe the public is finally waking up a little. We need a lot more of that sort of thing.

Stanley A. Schultz, President, AMERICAN TARANTULA SOCIETY

interview by Matteo Grotto

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