Letteratura aracnologica

Libri, libri e libri. Come non amarli. Ancor di più quando contengono trame e personaggi ispirati al mondo aracnologico. Scopri con noi libri di narrativa e saggistica che parlano di ragni e scorpioni.

Tempo di lettura: 13 minuti

A cura di Violetta Menichini

INTRODUZIONE

–> SEGNALACI UN LIBRO!! <–

Hai letto un libro in cui un ragno, uno scorpione o qualche altro aracnide è un protagonista o viene citato? Vuoi consigliarci un saggio aracnologico?
Segnalacelo scrivendo all’indirizzo mail biblioteca@aracnofilia.org

Tra i fini statutari dell’Associazione Italiana di Aracnologia – Aracnofilia ci sono la divulgazione scientifica sugli aracnidi e lo sforzo di migliorarne la conoscenza e l’apprezzamento collettivo ed è con riferimento a quest’ultimo obiettivo che abbiamo deciso di aggiungere una sezione di narrativa sugli aracnidi al nostro sito.

“Migliorarne la conoscenza e l’apprezzamento collettivo” significa anche considerare che l’opinione comune sugli aracnidi si è spesso plasmata o rafforzata tramite racconti, fiabe, romanzi e scritti classici e moderni. Gli aracnidi, quando compaiono in un libro anche solo per poche pagine, lasciano sempre il segno! Spesso sono usati per spaventare facendo leva su pregiudizi; altre volte compaiono nel testo in modo più neutro e talvolta anche in modo positivo come ne La Tela di Carlotta; talvolta sono i personaggi principali e talvolta sono delle comparse molto incisive come Shelob nel Signore degli Anelli o Aragog in Harry Potter.

Raccoglieremo in questa pagina vari testi con l’intento di fornire suggerimenti di letteratura sia agli appassionati di questi fantastici animali ma soprattutto anche a quanti vorranno avvicinarsi a questo mondo passando prima per un’opera di fantasia.
L’elenco verrà incrementato gradualmente ma potrete anche voi contribuire a renderlo sempre più ricco. Come? Segnalateci qui sotto i libri che avete letto o che conoscete in cui gli aracnidi svolgono qualche ruolo narrativo e noi li inseriremo.

Il Morso della Reclusa

Copertina del libro morso della reclusa

Autore: Fred Vargas
Editore: Einaudi
Genere: Giallo
Anno: 2017 – Edizione italiana 2024
Pagine:
440
ISBN: 9788806264277

Pubblicato nel 2017 è l’undicesimo libro della serie che la scrittrice Fred Vargas dedica al Commissario Adamsberg e ai suoi collaboratori.
Parigi,13° Arrondissement; nel mezzo di un caso di femminicidio e mentre si gestisce un’emergenza stupri, l’attenzione del Commissario viene attratta da alcuni decessi di anziani uomini causati dal morso di ragno violino, in Francia chiamato anche reclusa bruna. Uomini molto anziani e con un principio di cirrosi che muoiono per loxoscelismo non dovrebbero far drizzare i capelli sulla nuca a nessuno ma Adamsberg intravede alcune sottili incongruenze che in un primo momento stuzzicheranno solo la sua curiosità. Inizierà raccogliendo informazioni su Loxosceles rufescens presso uno studioso di aracnidi e poi, scavando appena sotto l’apparente normalità di quelle morti, porterà piano piano alla luce le evidenze di una lunga catena di delitti e vendette che hanno, come denominatore comune, proprio il ragno violino. Adamsberg, per risolvere il caso, dovrà confrontarsi con fatti tragici e storie dolorose e abiette e dovrà vedersela anche con un suo scioccante ricordo di infanzia.
Questo libro è un giallo molto ben scritto, da alcuni considerato uno dei migliori della serie dedicata ad Adamsberg e coinvolge il lettore sia per le tematiche trattate che per la vicenda affrontata. Il finale lascia un grande senso di commozione e un turbinio di pensieri contrastanti.
Un libro in cui il ragno violino, le sue abitudini, il suo veleno sono costantemente nominati eppure un altro libro in cui i mostri veri, quelli che fanno paura, non hanno otto zampe: ne hanno due.

Perché è nella sezione libri di Aracnofilia.org? Loxosceles rufescens, il terribile ragno violino è qui strumento di morte…oppure no? Fred Vargas ha scritto questo libro documentandosi con un’aracnologa del Muséum National d’Histoire Naturelle e il terribile spettro del ragno violino sembra restringersi mano a mano che si va avanti con lettura. Insomma, il ragno violino ne esce molto ridimensionato e, sebbene il suo raro morso presenti una certa pericolosità per bambini, anziani e persone immunodepresse, il riconoscimento della lesione e le cure appropriate possono mitigare ove non annullare del tutto, gli effetti del morso.
In coda a questa recensione ci teniamo a ricordare che gli esperti di Aracnofilia – Associazione Italiana di Aracnologia collaborano e sono sempre a disposizione delle autorità sanitarie e dei centri antiveleni per tutto ciò che concerne i morsi di aracnidi.

La Tela di Carlotta

Copertina della tela di carlotta

Autore: E. B. White
Editore: Mondadori
Genere: Libri per ragazzi
Anno:Pubblicato 1952
Ultima edizione italiana 2023
Pagine:
208
ISBN: 978880477858

–Ti trovo bellissima– disse Wilbur. – Bé, si, sono graziosa – convenne Carlotta – Non lo si può negare. Quasi tutti i ragni hanno un aspetto piacevole…
Questo è uno dei primi scambi tra il maialino Wilbur e il ragno Carlotta A. Cavatica, per gli amici solo Carlotta.
L’ambientazione è rurale nordamericana, Wilbur è un maialino nato molto piccolo che deve essere soppresso ma Fern, la figlia del fattore, si oppone e Wilbur viene risparmiato e mandato nella stalla dello zio di Fern dove crescerà, o meglio ingrasserà, ignaro del destino che lo aspetta. Wilbur farà amicizia con tutti gli animali della sua stalla ma più di tutti con il ragno Carlotta che con la sua tela occupa un angolo del suo porcile. Carlotta, venuta a conoscenza della sorte riservata a Wilbur, escogiterà un piano per salvalo: scrivere sulla sua tela parole di lode per Wilbur. Il piano funzionerà e il maialino, famoso in tutta la contea, vivrà conservando il ricordo di questo ragno speciale e mantenendo una salda amicizia con i figli, i nipoti e i pronipoti di Carlotta.
Carlotta è un ragno e non nasconde la sua natura di predatore anche se, ci fa notare Wilbur, fa sempre la cortesia di anestetizzare le sue prede prima di ucciderle.
E.B. White dipinge con cura il personaggio di Carlotta mostrando di aver ben osservato e di essersi ben documentato su Araneus cavaticus e del resto era uno stimatissimo giornalista, saggista e linguista, che, nel prestare la sua penna alla letteratura per ragazzi, ci ha regalato tre classici del genere ancora attualissimi: La Tela di Carlotta, Stuart Little e The Trumpet of The Swan dai quali sono stati anche tratti dei film di grande successo.
Il libro scorre veloce, si divora e anche se è rivolto ai ragazzi è molto godibile anche per un adulto che voglia staccare un po’ e concedersi un incontro con molti personaggi simpatici e talvolta comici.

Perché è nella sezione libri di Aracnofilia.org? Carlotta è un ragno simpatico, saggio, paziente e risoluto e l’autore trasmette con chiarezza l’importanza ecologica di questi piccoli e importantissimi predatori. Il libro è pieno di frasi, scambi di battute e spiegazioni che in modo semplice e chiaro sono in grado di avvicinare sia i bambini, sia gli adulti più refrattari al mondo aracnologico.
–Mio cugino aveva l’abitudine di stare a testa in giù, e di emettere una quantità di filo sufficiente a formare un pallone. Poi si lasciava sollevare in aria sospinto dal vento caldo–.
–E’ vero? – chiese Wilbur – O lo stai inventando adesso?– ,
–E’ vero!– rispose Carlotta – ho dei parenti veramente in gamba. E adesso, Wilbur, dormi.

Harry Potter e La Camera dei Segreti

Copertina di harry potter camera segreti

Autore: J.K. Rowling
Editore: Salani Editore
Genere: Narrativa Fantastica – Ragazzi
Anno: 2015
Pagine:
366
ISBN: 9788831020619

La Camera dei Segreti è il secondo libro della saga di Harry Potter, di J. K. Rowling, che conta sette bei libri in cui Harry e i suoi amici, Ron ed Hermione, insieme ad una folta schiera di personaggi memorabili riusciranno a sconfiggere il malvagio mago Voldemort e riportare ordine nel mondo magico, sincrono e parallelo al nostro mondo di babbani cioè non maghi.
Alla scuola di magia di Hogwarts stanno avvenendo fatti strani e pericolosi: la mitica Camera dei Segreti, in cui si celerebbe un mostro che pietrifica e uccide i maghi nati babbani, è stata aperta e anche Hermione verrà trovata pietrificata. Tra i sospettati di aver causato l’apertura della camera, c’è Hagrid, il guardiacaccia di Hogwarts che durante l’arresto, sussurrerà ad Harry e Ron, dichiaratamente aracnofobico, che per risolvere il mistero occorre “seguire i ragni”. In effetti ragni e ragnetti stanno scappando da Hogwarts verso la Foresta Proibita ed è qui che i due protagonisti li seguiranno, fino ad arrivare nella tana di Aragog e della sua famiglia. Aragog è un’acromantula: un ragno gigante senziente e dotato di parola originario delle foreste del Borneo e portato ad Hogwarts proprio da Hagrid quando era ancora nell’uovo. Aragog fornirà qualche piccolo indizio ad Harry e Ron per la soluzione del mistero e i due giovani studenti fuggiranno per un pelo dalla tana dei ragni che tenteranno di predarli, come è nella loro natura.
Aragog e le acromantule sono personaggi secondari ma molto iconici e apprezzati e quindi presenti in tutto il franchise della saga. Lo sguardo della Rowling su queste creature è abbastanza neutro anche se spesso sottolinea il loro servire solo se stessi.

Perché è nella sezione libri di Aracnofilia.org? Chi non ama i ragni li descrive spesso come “neri, pelosi e giganteschi” ed è questa la descrizione che Ron ci fornisce di Aragog e delle acromantule che però gigantesche lo sono per davvero. Le acromantule sono rappresentate come licose giganti e anche l’idea della colonia è forse un riferimento alla caratteristica delle licose di portare sull’addome la loro prole nelle prime fasi dopo la schiusa.
Vista la somiglianza, ci piace quindi pensare alle acomantule come i parenti magici dei ragni lupo e proprio ad Aragog è stata dedicata una bellissima licosa identificata per la prima volta in Iran: la Lycosa aragogi.
Segnaliamo anche un’altra specie dedicata alla saga di Harry Potter: la piccola Eriovixia griffindori, scoperta in India e che somiglia moltissimo al Cappello parlante di Hogwarts.

Il Signore degli Anelli

Copertina il signore degli anelli

Autore: John Ronald Reuel Tolkien
Editore: Bompiani
Genere: Fantasy – Epico
Anno: I edizione 1954 – 1955
Pagine:
1408
ISBN: 9788830104716

Il Signore degli Anelli è un testo che non ha alcun bisogno di presentazioni e non si poteva non includerlo nella sezione narrativa di Aracnofilia.org in quanto l’unico essere affine ad un ragno che vi compare, per quanto occupi complessivamente pochissime pagine, è stampato nell’immaginario di tutti coloro che si sono accostati o ai libri o ai film del Signore degli Anelli: Shelob la Grande.
Quando l’epico viaggio dei due piccoli hobbit, Frodo e Sam, arriva in prossimità di Mordor, il loro ingresso nella Terra d’Ombra viene narrato nel drammatico capitolo “la Tana di Shelob”.
Shelob è una creatura dalle imprecise forme di aracnide ed è antica quasi quanto Sauron, malvagia e potente; non è serva dell’Oscuro Signore ma entrambi godono dei vantaggi di una reciproca convivenza. Le pagine che descrivono lo scontro tra Sam, Frodo e Shelob sono cariche di tensione e suggestione e pongono di diritto Shelob nel gruppo dei personaggi secondari del Signore degli Anelli che non si dimenticano.
Nell’opera di JRR Tolkien compaiono a più riprese ragni o esseri che vi somigliano e inoltre Tolkien ricorre spesso a descrizioni metaforiche, generalmente dispregiative, che fanno riferimento all’aspetto dei ragni o alle loro abitudini ritenute, dall’autore, molto deprecabili. Nel Silmarillion incontriamo infatti l’essere progenitore di Shelob, Ungoliant, che viene descritta con parole che richiamano l’immagine di un gigantesco ragno tessitore di ombra e divoratore di luce. Ne Lo Hobbit incontriamo invece i figli di Shelob: i ragni giganti che infestano il Bosco Atro.
La presenza nell’opera di JRR Tolkien di diffusi riferimenti, più o meno espliciti, al mondo aracnologico ha suscitato qualche curiosità tra gli studiosi e a tal proposito si segnala, l’articolo di Mesibov, Bob (1970) “Tolkien and Spiders,” Tolkien Journal: Vol. 4: Iss. 3, Article 1; numerose sono anche le supposizioni sul perché Tolkien fosse così severo con i ragni e li utilizzasse facendo leva sulla diffusa paura, forse anche la sua, che gli aracnidi suscitano in generale.

Perché è nella sezione libri di Aracnofilia.org? Perché Shelob, che da molti è considerato il ragno brutto e cattivo per eccellenza ricorda solo a grandissime linee un ragno ma non lo è! Shelob infatti ha un collo corto e sottile (tipo peduncolo), due gruppi di occhi composti e un pungiglione e queste caratteristiche, di certo, non appartengono ai ragni; ha anche le corna e l’addome tra le gambe!! Forse sarebbe il caso di rivedere l’iconografia, no?

Il Ragno e altri brividi

Copertina libro Il ragno

Autore: Hanns Heinz Ewers
Editore: Meridiano Zero
Genere: Horror psicologico
Anno:Edizione: 2017 – Prima pubblicazione del racconto: 1908
Pagine:
192
ISBN: 9788882374389

Un’antologia di racconti dei quali il più famoso è Il Ragno.
Hotel Stevens, Parigi, in tre settimane si sono avuti tre suicidi per impiccagione alla finestra della stanza numero 7: si trattava di persone che non sembravano aver alcun motivo per ricorrere all’estremo gesto. La proprietaria dell’hotel, prima di finire in rovina, chiede aiuto alla polizia e, tra i tanti volontari che si presenteranno per soggiornare nella stanza maledetta e risolvere il mistero, c’è il giovane studente di medicina Richard Bracquemont: razionale, spavaldo, sicuro di sé e molto indaffarato con i suoi studi. I contatti con la proprietaria dell’hotel, con la donna delle pulizie e con l’ispettore saranno quotidiani. Nella stanza non sembra esserci nulla di strano anzi, il soggiorno si rivela piacevole e fruttuoso per quanto riguarda lo studio e la vista, dalla finestra incriminata, è assolutamente intrigante…..
Hanns H. Ewers è un maestro riconosciuto della letteratura e anche del cinema horror e fantastico (weird, diremmo oggi), dei primi del ‘900 ma è noto in Italia solo ai cultori del genere. Ewers era uno spirito libero e un libertino, un grande viaggiatore esperto e appassionato di occultismo e teosofia, dottrina esoterica molto in voga in quegli anni.
Aderì al partito nazista pur mantenendo ferma la sua fortissima critica all’antisemitismo e all’omofobia che dominavano il partito e nei suoi lavori, inizialmente molto apprezzati dai nazisti, ridicolizzò anche alcune loro manie; per questo finì messo al bando, i suoi lavori furono bruciati e lui cancellato dalla vita culturale. Morì povero nel 1943: persona non gradita né ai vinti né ai vincitori. Nei suoi testi, disturbanti e permeati dall’erotismo decadente e pericoloso delle sue femmes fatales, ammicca già la modernità di un mondo più veloce e dinamico di quello descritto, ad esempio, da E.A. Poe, del quale Ewers era un grande cultore.

Perché è nella sezione libri di Aracnofilia.org?Questa mattina ho assistito ad un piccolo dramma mentre la cameriera rassettava la mia camera. Stavo camminando nel corridoio quando mi sono fermato di fronte ad una piccola finestra in cui un bella Argiope aveva teso la sua tela” […] “ e ho visto un ragnetto molto più piccolo, un maschio, che si muoveva verso il centro della tela camminando sui robusti fili, ma non appena questo movimento aveva messo in allarme la femmina, lui si era ritratto verso il bordo della tela dal quale si accingeva a fare un secondo tentativo.”
Esiste una femme fatale più attraente e fatale di un bel ragno femmina?

I Figli del Tempo

Autore: Adrian Tchaikovsky
Editore: Fanucci Editore
Genere: Fantascienza
Anno: 2015
Pagine:
488
ISBN: 9788834735770

Un futuro lontano; in primo piano un pianeta bellissimo attorno al quale orbita la Brin 2, un’avveniristica stazione il cui scopo è realizzare il grandioso progetto della geniale e ambiziosa Dottoressa Avrana Kern: terraformare il pianeta, e colonizzarlo con scimmie che, grazie ad un virus ingegnerizzato, evolveranno verso una forma di vita senziente. Sullo sfondo, ad oltre 20 anni luce, una Terra dilaniata dalla lotta tra coloro che credono nel progresso inarrestabile e coloro che voglio mettervi dei limiti. Sulla Brin 2 qualcosa però andrà molto storto e gli eventi prenderanno una piega strana e inaspettata infatti gli esseri che, millenni dopo, si metteranno in contatto con l’intelligenza artificiale rimasta in orbita attorno al pianeta non saranno primati…
Nel frattempo, però, dalla Terra ormai al collasso, si sono messe in viaggio grandi navi generazionali cariche di umani alla ricerca di nuove opportunità e lo scontro tra creature senzienti sarà inevitabile.
In questo libro gli artropodi e gli aracnidi, in particolare, sono protagonisti indiscussi come in molti altri libri di A. Tchaikovsky. L’autore, di formazione zoologo, crea una premessa fantascientifica sulla quale sviluppa un testo tutto sommato coerente in cui le cose solo a volte sembrano incastrarsi un po’ troppo bene ma alla fine è un peccato veniale di fronte ad un’idea comunque molto originale.
Il testo, che nel 2016 ha vinto il premio Arthur C. Clarke, è il primo di una trilogia formata da: I Figli della Caduta; I Figli della Rovina.

Perché è nella sezione libri di Aracnofilia.org? Come già detto gli artropodi sono protagonisti. L’autore si è avvalso della consulenza scientifica del Dipartimento di Entomologia del Natural History Museum a dimostrazione della ricerca di una certa accuratezza, ovviamente da valutare sempre al netto della premessa fantascientifica. Secondo alcuni è un libro da sconsigliare a chi non ama i ragni, secondo noi è un libro di fantascienza originale e molto godibile per gli amanti del genere; inoltre, la Portia labiata, il ragno più nominato nel testo, è un simpatico salticide e, si sa, i salticidi piacciono un po’ a tutti.

Della Donna Aracnide

Autore: Luigi Musolino
Editore: Zona 42 –  Collana 42Nodi
Genere: Horror, (Fantascienza)
Anno: 2024
Pagine: 192
ISBN: 9791280868602

2023: un risveglio faticoso sul sedile posteriore di una vecchia macchina, una vita ai margini e un flusso incessante di ricordi che ruota sempre attorno a quell’unico evento di trenta anni prima per non perdere mai la via della ricerca della vendetta. L’estate del ’92, il luna park…

Un tuffo nei ricordi: ad Idrasca nella Bassa Piemontese Filippo e Martina, fratello e sorella, sono molto uniti e insieme si sostengono di fronte ai conflitti e alle liti dei loro genitori. Quell’estate è arrivato il luna park ad Idrasca e loro hanno appena ricevuto in regalo scarpe nuove e un po’ di soldi per andare alle giostre: non vedono l’ora! Tre le attrazioni luminose e rumorose c’è, in un angolo, la misteriosa roulotte di “Serafina, la Donna Aracnide” che promette meraviglie: esaudisce i desideri, si dice, e chi entra ne esce mutato per sempre. Si fa desiderare Serafina e la roulotte verrà aperta solo una sera; una sera diversa dalle altre e che cambierà per sempre la vita dei piccoli protagonisti.

La storia si muove veloce tra un presente drammatico e un passato tragico, con un ritmo che spinge la lettura avanti, pagina dopo pagina, alla ricerca di un perché o di un barlume di speranza. Della Donna Aracnide ci trascina alla scoperta di ciò che può celarsi appena fuori dal cono di luce della vita cosiddetta normale in un territorio in cui Luigi Musolino sa orientarsi con sicurezza. Scrittore piemontese di narrativa fantastica e horror, poggia i piedi sul solido territorio pedemontano, sulle tradizioni, le superstizioni e le consuetudini locali. I suoi racconti vengono pubblicati anche all’estero, ha raggiunto la finale al prestigioso World Fantasy Award e uno dei suoi racconti è stato inserito in uno dei volumi dell’antologia “The Best Horror of the Year”

Perché è nella sezione libri di Aracnofilia?Ci sono ragni enormi che si nutrono di piccoli uccelli. Forse esistono ragni grandi come galassie che si nutrono di piccoli mondi, come la Terra. Tutto è possibile, no?“. Il ragno qui è archetipo: emblema di un vortice predatorio di paura. Serafina e l’orrore cosmico che trasmette, è però un personaggio immaginario mentre le disgrazie che colpiscono i protagonisti e la loro spirale discendente sono qualcosa di più tristemente reale, infinitamente e concretamente spaventoso. Consigliato agli aracnofobici.

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